Terra Bruciata. L'arte nell'Antropocene
"Terra bruciata. L'arte nell'antropocene" è un titolo che non lascia rifugi comodi: porta con se la concretezza di ciò che brucia davvero -le foreste, i campi dopo la siccità, il suolo impoverito dall'agricoltura intensiva- e insieme la densità di una metafora che da sempre appartiene all'arte. Terra bruciata come pigmento, . Terra bruciata come condizione. Terra bruciata come strategia militare. Terra bruciata come domanda: cosa resta. e cosa possiamo ancora fare con ciò che resta.
Il premio non è solo una rassegna: è un dispositivo civile, uno spazio pubblico in cui la comunità- ormai globale - si interroga su se stessa e sul proprio tempo. (...) In un momento in cui il cambiamento climatico è la sfida più urgente e più disattesa della nostra epoca, avere un luogo in cui quella sfida si traduce in immagini, gesti, materiali, corpi, è un bene comune da custodire.(...) Terra bruciata non è solo distruzione. E' anche ciò da cui, con cura e con tempo, può ricominciare a crescere qualcosa. A.Guastalli- S.Rosselli
Galleria del PREMIO via Don Bosco 2 A, Suzzara
dal 20 settembre 2026 al 9 gennaio 2027
Pomodorini Trittico
Alla mostra del premio è esposta un'opera della serie "Il vuoto non si rende"
"Pomodorini" è un trittico composto da tre parti realizzate in materiale edile (500g / 400g /300g) che riproducono in maniera scultorea le confezioni in plastica usate per contenere frutta e verdura.
L'opera parla del suo contenuto, anche se non lo rappresenta, e mostra ciò che rimane quando il contenuto non c'è più. La scultura mostra la realtà, un elemento conosciuto, vissuto ogni giorno, ma raramente compreso nel profondo. Non si tratta solo di "riciclo", ma di rendersi conto di quanto il nostro modo di vivere sia strettamente legato a tutto ciò che ci permette di mantenerlo tale. Ripensare il mondo in modo diverso, senza cadere nel concetto di sola autosussistenza, non è semplice: per ripartire bisogna scoprire le contraddizioni continue in cui viviamo, e di cui, senza rendercene conto, viviamo